Bonus ristrutturazione al 50%

Con la proroga del bonus ristrutturazione 2020 l’agevolazione fiscale non subisce modifiche, se non la novità che il bonus è stato riconfermato fino al 31 dicembre 2020. I requisiti e le modalità di fruizione sono indicati nella guida bonus ristrutturazione dell’Agenzia delle Entrate.
Hanno diritto a fruire del bonus ristrutturazione 2020 tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF o all’IRES. 
Il bonus consiste in una detrazione IRPEF pari al 36% delle spese sostenute per realizzare i lavori di ristrutturazione fino ad un massimo di spesa pari a 48.000 euro. Tale detrazione è stata aumentata al 50% a partire dalle spese sostenute dal 26 giugno 2012 ed è stata prorogata fino al 31 dicembre 2020
Ricordiamo che chi entra nelle agevolazioni fiscali del bonus ristrutturazione, può accedere anche al bonus mobili

Elenco delle spese ammesse (elenco competo sulla Guida alle ristrutturazioni dell’Agenzia delle Entrate):

  • interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’art. 3 del Dpr 380/2001 per le parti comuni degli edifici residenziali ed elencati alle lettere b), c) e d) dell’art. 3 per le singole unità immobiliari residenziali a prescindere dalla categoria catastale cui appartengono;

  • interventi di ricostruzione o di ripristino sull’immobile danneggiato a causa di calamità; 

  • interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;

  • lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche come ascensori o montacarichi e l’installazione di strumenti idonei alla mobilità interna ed esterna di portatori di handicap gravi definiti tali in base alla legge 104;

  • interventi di prevenzione di atti illeciti: per cui sono ammesse le spese per l’acquisto di cancelli, porte blindate, videosorveglianza, ecc.;

  • interventi per la cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;

  • lavori finalizzati al conseguimento di risparmio energetico;

  • adozione di misure antisismiche;

  • bonifica dell’amianto;

  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica: riparazione prese, sostituzione tubo gas, ecc.;

  • installazione di apparecchi di rilevazione gas;

  • installazione del corrimano.

Oltre alle spese per l’esecuzione degli interventi di ristrutturazione, sono detraibili anche le seguenti spese:

  • spese di progettazione;

  • spese per prestazioni professionali;

  • spese per la messa in regola degli impianti elettrici e a metano;

  • spese per l’acquisto dei materiali;

  • spese per il rilascio della certificazione di conformità dei lavori;

  • spese per perizie e sopralluoghi;

  • IVA, bollo e i diritti: di concessioni, autorizzazioni e denuncia inizio lavori;

  • oneri di urbanizzazione;

  • costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi e agli adempimenti per fruire degli interventi agevolati.

Sono ESCLUSE le spese di trasloco e custodia dei mobili. 

Come procedere

  1. Il proprietario dell’immobile deve effettuare il pagamento di tutte le spese dei lavori mediante il cd. bonifico parlante riportante l’apposita dicitura, bonifico ordinario riportante la stessa dicitura. 

  2. Una volta ottenuti tutti i documenti richiesti, e che vedremo successivamente, il contribuente ha la possibilità di detrarre il 50%, suddividendo l’importo totale della detrazione spettante, in 10 quote annuali di pari importo. 

  3. La prima quota detraibile è dichiarativa dall’anno successivo a quello della spesa. 

Ricordiamo che per alcuni tipi di intervento di ristrutturazione è scattato l’obbligo di comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla data di fine lavori. 
Inoltre il bonus spetta anche a chi esegue i lavori sull’immobile da solo; in questo caso si ha diritto alla detrazione delle spese di acquisto dei materiali.

Come si richiede
Il contribuente interessato a fruire della detrazione Irpef al 50% delle spese sostenute deve innanzitutto pagare le spese tramite bonifico bancario o postale, conservare tutta la documentazione e calcolare la detrazione spettante che dovrà poi essere indicata nella dichiarazione dei redditi successiva all’anno in cui è stata effettuata la spesa, insieme ai dati catastali dell’immobile oggetto dei lavori agevolabili. 
Ecco i documenti necessari da conservare e presentare in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate:

  • domanda di accatastamento dell’immobile;

  • ricevute di pagamento IMU;

  • per i lavori condominiali: delibera dell’assemblea per l’esecuzione dei lavori e tabella della ripartizione delle spese; dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori;

  • concessioni, autorizzazioni allo svolgimento dei lavori o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà indicante data di inizio dei lavori e compatibilità con le spese ammesse al Bonus ristrutturazioni;

  • ricevuta di invio della Comunicazione ENEA. 

Come devono essere pagati i lavori
Il contribuente, al fine di fruire del bonus ristrutturazioni 2020, deve pagare i lavori SOLO ed esclusivamente tramite il cd. bonifico parlante, ossia mediante bonifici bancari o postali, carta di credito o debito, con indicati i seguenti dati:

  • causale del versamento: per i lavori edili va indicata la seguente norma: articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

  • codice fiscale del beneficiario;

  • codice fiscale o Partita Iva di chi esegue i lavori. 

Per l’esecuzione dei lavori di parti comuni dei condomini: 

  • causale del versamento: per i lavori edili va indicata la seguente norma: articolo 16-bis del Dpr 917/1986;

  • codice fiscale del beneficiario;

  • codice fiscale o Partita Iva di chi esegue i lavori;

  • codice fiscale del condominio;

  • codice fiscale dell’amministratore o del condominio che effettua il pagamento. 

Nel bonifico ristrutturazione, vanno indicate anche tutte le persone che sostengono la spesa e che vogliono di conseguenza fruire della detrazione.

Bonus ristrutturazione al 110%

Il bonus ristrutturazione può arrivare al 110% SOLO se è agganciato agli interventi previsti dal bonus trainante, il superbonus decreto Rilancio appunto, «a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi» elencati in seguito. Ad esempio il bonus infissi è fruibile al 110% solo se abbinato ad alcuni interventi di riqualificazione energetica.  Quindi se si sostituiscono gli infissi contestualmente al cappotto termico, la spesa è detraibile al 110%.
Gli interventi devono assicurare, oltre al rispetto dei requisiti minimi indicati per legge, il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio. Nel caso non sia possibile, è sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta, «da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE), rilasciato da un tecnico abilitato mediante dichiarazione asseverata». 

Elenco degli interventi che danno diritto al superbonus decreto Rilancio al 110%:

  • sistema a cappotto. Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro con un’incidenza superiore al 25% della superficie lorda disperdente dell’edificio medesimo, entro un limite di 60.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;  

  • impianti termici. Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, a pompa di calore, ibridi o geotermici con abbinamento eventuale ai sistemi fotovoltaici (limite di spesa 30.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari). Simili interventi sugli edifici unifamiliari (terzo tipo) con limite a 30.000 euro;

  • interventi antisismici. Interventi che migliorano la classe sismica dell’edificio, con la necessità di stipulare una polizza assicurativa a copertura del rischio per eventi calamitosi. Il sismabonus è ammesso nelle zone sismiche 1 e 2 e nella zona 2 che supera i 1.500 comuni di appartenenza;

  • impianti fotovoltaici. Impianti fotovoltaici e accumulatori ad essi integrati, se l’installazione dei pannelli avviene insieme agli interventi strutturali elencati sopra, ed è subordinata alla cessione al GSE dell’energia non consumata;

  • punti di ricarica dei veicoli elettrici, con l’obbligo di intervento strutturale abbinato.

Con il superbonus 110% il contribuente può optare per un contributo totale sotto forma di sconto in fattura da parte del costruttore/installatore.

Come recuperare le spese sostenute


Esistono tre possibilità fiscali:

  1. detrazione sulla dichiarazione dei redditi (Irpef);

  2. sconto in fattura;

  3. cessione del credito.

Alternativamente alla detrazione fiscale sulla dichiarazione dei redditi delle spese sostenute, il proprietario dell’immobile può optare, per quelle effettuate tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, alle altre soluzioni:

- sconto in fattura: ovvero uno sconto immediato sul corrispettivo dovuto anche fino all’importo totale dei lavori, anticipato dal costruttore/installatore. Questi potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta, cedibile anche ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.

Il funzionamento è questo: il proprietario dell’immobile può appaltare i lavori (100) a un costruttore/installatore, che incassa la liquidità (100) dalla banca girandole un credito fiscale da 110. Con questo sistema il proprietario avrebbe i lavori gratis, le imprese un pagamento sicuro e le banche un margine del 10% dilazionato in 5 anni.

- cessione del credito: ossia la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari. I crediti d’imposta ottenuti attraverso il bonus ristrutturazione 2020 o altri interventi agevolabili con altri bonus casa, possono essere utilizzati anche in compensazione di imposte e contributi previdenziali sulla base delle rate residue di detrazione non fruite. 

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